1496 Maggio 17 – Un mercante faentino, col baroccio carico di merci, tornando da Ferrara diretto in patria, nei pressi del Molinaccio, poco distante da Lugo, pericola gravemente e lascia in pezzi una candida Immagine della B.V. con Divin Putto, copia in gesso di marmo originale donatelliano. Alcuni pastorelli raccolgono i frammenti, ricompongono l’artistico simulacro, lo innalzano su altare posticcio e gli fanno rustica edicola. La Madonna fa prodigi. Da Lugo plaudenti accorrono e si prostano oranti clero, popolo e patriziato. Il Vescovo diocesano Simone Bonadies approva e benedice la crescente, entusiasta devozione.

 

1496 fine – I lughesi intendono edificare una Chiesa alla miracolosa Immagine. Per questo  la Confraternita dell’Ospedale di S.Maria del limite accorda area propria.

1497 Aprile 2 – I Padri Domenicani si prestano a custodi e direttori del Santuario in costruzione.

 

1497 Aprile 27 – Inaugurazione della Chiesa, dove è trionfalmente posta la Bianca Immagine.

1500 – La nuova Chiesa , prende titolo  di Madonna del Molino da vicino Molinaccio, distrutto, secondo i Catasti Municipali, circa nel 1561, e da non confondere col Mulino dè Brozzi, che nel Sec. XV fu proprietà del celebre umanista Pico della Mirandola.

Se ne stabilisce la festa annuale al 15 agosto, solennità dell’Assunta, per soddisfare la Confraternita titolare dell’Assunta.

1550 ed oltre – Per concessione di Alfonso d’Este, Duca di Ferrara, si stabilisce una Fiera annuale nella piazza del Santuario nei giorni 15 e 16 agosto

1598 – Papa Clemente VIII, cui è devoluto il Ducato di Ferrara, conferma ed accresce i privilegi della Fiera.

1618 – Notte dal 15-16 agosto- Si bruciano 150 e più botteghe della Fiera. La Chiesa rimane illesa.

1630 Agosto 12 – Per ottenere la cessazione del flagello della peste, “il patrio consiglio promette di offrire una lampada d’argento del valore di 150 scudi e riandare ogni anno in forma professionale alla Madonna del Molino in quel giorno che a Dio benedetto piacerà di far cessare il male ….”.

1631 Settembre 8 – I lughesi, scampano dal flagello della peste (quella descritta dal Manzoni), offrono al Santuario una bella lampada d’argento, sagomata nel gusto del tempo. (conservata in Colleggiata).

1636 Sett. – La Fiera della Madonna del Molino si trasporta al Settembre nella doppia loggia del Pavaglione e nel prato antistante. La Fiera si sviluppa, diviene notissima e forma la fortuna di Lugo.

1668 aprile 14 – Il consiglio comunale decreta di far cantare la S.Messa all’altare della B.V. del Molino con oblazione di 15 libre di cera bianca da stare accesa in rendimento di grazie partecipate a questa terra e popolo, preservato dalle rovine del terremoto…

1703 – Nella guerra di successione al trono di Spagna “donne delle prime famiglie, unite alle popolane tutte vestite a lutto si recano in processione a piè della Madonna del Molino; in altro giorno vi si condussero gli uomini a piedi scalzi”, perché le nostre terre fossero rispettate dalla prepotenza intollerabile delle soldatesche straniere.

1781-85 – Le corporazioni, o fratellanze, dei canepini, calzolai, falegnami, sartori, ecc…, nelle quali era raccolto il popolo lughese, con tassa settimanale volontaria, mettono assieme la somma necessaria per il Centenario del Voto del terremoto.

1788 –dal 3 all’8 sett. Memorabili feste centenarie per suddetto voto. La Madonna del Molino per la prima volta è portata in processione in Lugo nella Chiesa di S.Domenico. Pontificali, addobbi straordinari, musiche ricordevoli, in teatro, nel pomeriggio del 5 settembre, si rappresentò la “Morte di Abele”, del Metastasio, musica del Giordanello. Presenziarono le feste, il Cardinal legato Borromeo ed il Vice legato Mons.Mosca, venuti da Ferrara. Pochi anni dopo il Vescovo diocesano Card. Chiaramonti, patrono delle feste, diviene Papa Pio VII e l’oratore sacro del Centenario, il concittadino Can.co Francesco Bertazzoli, elemosiniere del Papa, poi Cardinale.

1796 – Le condizioni politiche non permettono di celebrare il III Centenario.

1796 fine giugno – Lugo non intende sottostare alla prepotenza dei francesi invasori. Preghiere pubbliche al Santuario. Si ridesta lo spirito generoso e guerresco della razza, il popolo si rivolta e caccia i boriosi nemici. Dal generale francese Augerau, è decisa la distruzione di Lugo.

1796 luglio 7 – Sacco fatto dai francesi. Anche il Santuario è derubato di tutte le suppellettili preziose. I lughesi ringraziano la celeste Patrona perché il sacco durò un giorno solo e la città non venne distrutta.

1797 fine – I domenicani, custodi del Santuario, sono disciolti e cacciati. Alcuni sacerdoti ne prendono la consegna e la vigilanza.

1801 maggio – Prime Rogazioni, celebrate all’uso di Bologna ed Imola, con la Madonna del Molino, portata processionalmente nella Collegiata dei Ss. Petronio e Prospero (S.Giacomo).

1802 maggio – Ancora le Rogazioni celebrate con la miracolosa Immagine in detta Collegiata. Non fu concessa la processione. “Il trasporto dell’Immagine venerata venne eseguita con cocchio a quatto cavalli ed accompagnato di altri legni signorili in treno di gala ….”. Il modo dispiacque e per molti anni si rinunziò  alle Rogazioni con la Madonna.

1806 maggio 12 – Di fronte al santuario venne con solennità  inaugurato il Cimitero Comunale, a ministero di mons. Alessandretti, Vescovo di Macerata.

1817 estate – Carestia e tifo petecchiale fanno vittime in Lugo, come in tutta la Romagna. I lughesi si recano al Santuario molindense in triduodenale processione di penitenza e la cessazione del morbo attribuito a grazia della celeste Patrona.

1823 – I PP. Domenicani tornano custodi e rettori del Santuario.

1842  sett, 13 – Nella stagione di fiera si rompe l’argine del Santerno verso Lugo. La città inondata. Le logge del Pavaglione “presero sembianza di rapidissimi torrenti, che riversandosi fuori dagli sbocchi, trasportavano con inconcepibile veemenza cassoni, banchi, merci, delle quali tante andarono sciupate o perdute.

Si attribui all’intecesione dell’Augusta Protettice il termine immediato del flagello e la ripresa della Fiera.

1844 metà di maggio – Il Vescovo diocesano Card. Mastai Ferretti, trovandosi in Lugo per la festa patronale si S.Ilaro, che allora si celebrava con straordinaria solennità di festeggiamenti religiosi e civili, passando in carrozza innanzi al Santuario, subì gravissimo infortunio; ebbe salva la vita per miracolo, Egli disse grazie della nostra Madonna.

1855 luglio 29 – Il colera infuria. La miracolosa Immagine è portata processionalmente per la prima volta nella insigne Collegiata dei Ss. Francesco ed Ilaro, onde ottenere la cessazione del flagello.

1855 luglio 29 – Processione di penitenza con la bianca Madonna “pro vivanda mortalitate”. Il morbo no si deleguò, ma parve cedere dalla sua veemenza.

1856 sett. 8 – Il Card. Baluffi Vescovo diocesano, in nome di S.S. Papa Pio IX incorona la Patrona  di Lugo nella insigne  Collegiata  con memorabile solennità.

1864 sett. – Ancora la città inondata per lo straripamento del Senio. Si fanno preghiere al Santuario e cessa l’inondazione.

1866 – Soppressione degli ordini religiosi e incameramento dei beni.

1867 nov – I domenicani di nuovo soppressi lasciano al Clero la custodia del Santuario.

1874 maggio – Per voto di popolo si riprendono le Rogazioni con la Madonna del Molino, portata in Collegiata di notte in carrozza chiusa per timore di chiassate anticlericali. L’uso delle Rogazioni con la Madonna non venne più interrotto, ma il trasporto si faceva in forma più o meno nascosta; questo per ventidue anni.

1875 – Il regio Demanio cede alla proprietà del Santuario e annessa casa canonica al Municipio di Lugo.

1876 maggio – Con l’eredità della signora Maria Santa Minghini, venne fatta eseguire in argento massiccio Ancona ornatissima, con disegno del Prof. Luigi Samoggia dell’Accademia di Bologna.

1895 – Il Municipio di Lugo cede al Vescovo d’Imola il Santuario, non però  la casa canonica.

1896 dal 30 agosto all’8 settembre – Memorabili feste del IV centenario – La venerata Immagine è portata trionfalmente in Collegiata e così è ripreso l’uso delle processioni. Onorano le feste due Cardinali e sei Vescovi.  Celebrità di oratori, sfarzo di addobbi, di luci, di musiche straordinarie con l concorso della Cappella di Loreto e del famosissimo tenore Bonci. Interventi di ventimila pellegrini. Attrattive esteriori: concerti della celebrata Banda di Penne, fuochi pirotecnici  del Cav. Bajocchi in piazza Garibaldi con effetti mai più raggiunti. Restauri al Santuario

1906 dal 6 al 12 sett – In colleggiata si svolgono con la venerata Madonna festeggiamenti straordinari per il cinquantenario della Incoronazione papale.

1919  – Finita la grande guerra i lughesi intendono costruire Tempio degno alla bianca Patrona, con cappella votiva ai loro quattrocento gloriosissimi caduti per la Patria.

1921 dal 3 all’8 maggio – Festeggiamenti per il 425° anniversario della invenzione della prodigiosa Immagine. Formazione del Comitato presieduto dal Rettore del Santuario Mons. Grilli per erigere nuovo degno Santuario.

1921 novembre – SS. Benedetto XV benedice l’iniziativa ed offre al Santuario splendida pianeta ricamata in seta e oro.

1922 giugno – SS PioXI invia al Comitato prezioso autografo con fotografia, con incoraggiamento e benedizione agli offerenti.

1932 – Muore Mons. Grilli, zelantissimo Rettore del Santuario per 27 anni e Presidente del Comitato. Succede il Can.co Luigi Emiliani.

1933 ottobre 25 – Bando del concorso per il progetto del nuovo Tempio.

1934 gennaio 30 – E’ approvato il progetto dell’Arch. Cav. Corrado Capezzoli.

1934 fine – La Madonna è posta nell’Oratorio di S.Giuseppe della nobile famiglia Ricci Furbastro. Atterramento della vecchia chiesa.

1934 dicembre 9 – Posa della prima pietra. Solenne cerimonia presieduta da S.E. Mons. Tribbioli, Vescovo diocesano, presenti le Autorità civili.

1936 maggio 15 – Solennità di S.Ilaro. L’assemblea generale della Cassa Rurale omonima offre in diversi esercizi L.50  mila per la fronte del nuovo Santuario.

1936 fine – Il nuovo Santuario eretto quasi per miracolo, già si ammira in mole laterizia maestosa, completo nella fronte e nella veste esterna.

1937 marzo –  Benito Mussolini, Duce d’Italia, a mezzo del Ministro fondo culti, invia lire cinquemila per il nuovo Tempio.

1937 marzo 31 – I soci azionisti della Cassa di Risparmio di Lugo, riuniti in assemblea generale, dopo elevata discussione, con ordine del giorno approvano ad unanimità, fanno voti che le elargizioni fatte e quelle degli esercizi avvenire per il nuovo Santuario della Madonna del Molino servano ad opera di carattere unitario ed esprimono il desiderio possa essere tutto il pavimento del nuovo Tempio, nel quale dovranno figurare in degno posto il nome ed il ricordo dell’Istituto offerente.

Quando si consideri quale grande cosa nell’ordine soprannaturale ha rappresentato e rappresenta la Madonna del Molino nell’animo dei lughesi; quando si pensi alle grazie profuse, ai pericoli scampati, alle lagrime asciugate, agli eroismi suscitati, si dovrà riconoscere che nel nuovo Santuario mai abbastanza vi sarà di marmo, di oro, di arte per benedirla, ascoltarla e glorificarla nella memoria delle generazioni.

29 maggio 1943 – Consacrazione  del nuovo Santuario e dell’altare maggiore per ministero di S.E. Mons. Paolino Tribbioli, vescovo diocesano.

Trasporto della prodigiosa Immagine dalla Cappellina, dove era rimasta negli anni della costruzione del Santuario, alla Collegiata per solenni festeggiamenti.

3 giugno 1943 – Inaugurazione del Nuovo Santuario.  Solenne processione presieduta da S.E. Cardinale Federico Tedeschini, Datario di Sua Santità, dalla Collegiata al Santuario.

4 giugno 1943 – Don Mario Faccani, Rettore del Nuovo Santuario.

13 aprile 1951 – Il Sommo Pontefice, che già conosceva le glorie del Nostro Santuario come dal Breve in data 19 aprile 1943, paternamente concedeva il titolo di Basilica in data 13 aprile 1951.

1956 settembre 8 – Primo centenario dell’incoronazione  della Madonna del Molino. Benedizione e posa della prima pietra del Campanile.

1958 febbraio 11 – Muore mons. Luigi Emiliani, già rettore del Santuario e Presidente del Comitato per l’erezione del nuovo Santuario. A lui e al Canonico Vittorio Lugatti il merito  di avere costruito il Nuovo Santuario.

1958 maggio 1 – Don Teseo Cavallini, arciprete di S.Patrizio è nominato Incaricato per il Culto e l’Amministrazione del Santuario.

1963 ottobre – Don Mario Faccani lascia il Santuario ritirandosi a vita privata. Gli succede come Rettore Don Antonio Maini.

1964-65 – Erezione e inaugurazione del campanile.

1970 agosto 15 – Don Antonio Maini lascia il Santuario trasferito a Rettore della Chiesa del Suffragio di Lugo.

1970 settembre 1 – Don Teseo Cavallini, Incaricato per il Culto e l’Amministrazione viene nominato Rettore del Santuario lasciando la parrocchia di S. Patrizio.

1971-1972 – Pavimentazione del piazzale in porfido e arenaria.

1971 dicembre – Sistemazione dell’altare maggiore a mensa secondo le nuove norme liturgiche.

1974-1975 – Restauro generale del tetto della Chiesa .

1975 – Sistemazione del ricreatorio per i ragazzi che frequentano il Santuario. Restauro esterno dell’Abside della Chiesa. Peregrinatio Mariae nelle parrocchie della città e del territorio lughese.

1975 ottobre 27 – Furto sacrilego in S.Francesco di Paola alla Madonna del Molino in visita alla parrocchia.

1977 febbraio – Finestroni esterni del Santuario. Ogni volta che pioveva di vento si allagava la Chiesa.

1978 luglio 10 – Restauro dell’abitazione del Rettore del Santuario.

1982 – Sostituzione della gradinata del Santuario con nuovo materiale.

1982-1983 – Realizzato nel Santuario un nuovo moderno impianto di  riscaldamento.

1984 gennaio 1 – Il Santuario eretto nuova parrocchia.

1986 – La famiglia Albertuzzi  offre al Santuario un moderno organo elettrico.

1992 – Alcuni benefattori offrono al Santuario quatto moderni confessionali.

1991-1992 – Costruzione della nuova Sacrestia, cappella invernale, sala parrocchiale.

1995 marzo 5-11 – Visita Pastorale di S.E. Mons.Vescovo Giuseppe Fabiani alla parrocchia.

1996 – Quinto centenario della Madonna del Molino articolato in tre momenti forti: maggio in Città; agosto al Santuario e in ottobre in Collegiata con la chiusura dell’anno centenario.

cit. “La Madonna del Molino” di Mons. Aristide Golfieri – Ed. ’96