La devozione alla Beata Vergine sotto il titolo di Madonna del Molino ha origine nel lontano 17 maggio 1496.  Un mercante faentino, tornando da Ferrara con il suo carro, dove aveva venduto le sue merci, portava con sé un immagine in gesso della Madonna con il Bambino in braccio.
   Il mercante, arrivato nelle vicinanze del territorio di Lugo, spronò  il cavallo per oltrepassare velocemente la zona detta del “Molinaccio”, nota per il brigantaggio frequente in quel luogo, ma improvvisamente il suo carro si ribaltò nel fosso e la Bianca icona di Maria cadde e si ruppe in tanti frammenti. Il mercante desolato, non potè fare altro che abbandonare i resti dell’immagine dov’erano e continuare la sua strada.
   Di lì a poco, alcuni bambini che si trovavano nella zona, si accorsero dei pezzi di gesso, e decisero quindi di unirli con po’ di fango come meglio poterono. Una volta ricomposta l’immagine, la sistemarono su alcune pietre e iniziarono a pregare. All’improvviso una luce splendente avvolse la Vergine con il Bambino e l’icona in gesso si risaldo’ senza apparenti segni di rottura.
   Nel vedere questo straordinario fenomeno, i bambini, pieni di stupore, corsero subito verso la città per annunciare il miracolo. Il Vescovo, il governatore e l’intera comunità accorsero per rendere omaggio alla Madonna che fece vedere e sentire la sua protezione e il suo amore con grazie e segni concreti.
cit. “La Madonna del Molino” di Mons. Aristide Golfieri – Ed. ’96